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Pastorale Giovanile

INIZIAZIONE CRISTIANA
IL METODO CATECUMENALE
UN INVESTIMENTO IN TEMPO DI CRISI


Mercoledì 7 dicembre 2011, in occasione della festa di Sant'Ambrogio, sono stati presentati alla comunità i ragazzi che il prossimo 10 giugno 2012 riceveranno il sacramento della Cresima. E' questo l'ultimo gruppo che segue il metodo catechistico tradizionale. Dal prossimo anno nella nostra parrocchia ci saranno solo cammini di iniziazione cristiana con il metodo catecumenale. Si tratta di una scelta che la nostra comunità ha fatto, in sintonia con la diocesi, per rispondere alla crisi religiosa che stiamo attraversando. Si celebrano sempre meno matrimoni con il rito concordatario, si battezzano sempre meno bambini, ci sono sempre meno vocazioni sacerdotali e religiose, l'età media di chi partecipa alla S. Messa si alza sempre più, i cattolici praticanti sono ormai una minoranza. Davanti a questo quadro sconfortante ci si è interrogati sul da farsi e una risposta è stata quella di rivedere la metodologia dell'iniziazione cristiana. Si è ripensato al catechismo, che non deve essere considerato come appannaggio esclusivo dei bambini, ma deve essere vissuto come un percorso che accompagna tutta la vita del cristiano. La fede è un dono che va continuamente alimentato, un cammino di crescita continua. Il nuovo metodo è sicuramente più impegnativo per tutti: per la parrocchia, che deve mettere in campo numerose risorse umane come accompagnatori, per i genitori, che devono ri-mettersi in gioco nel loro cammino di fede, per la comunità, che deve sostenere continuamente con la preghiera e la vicinanza tutti i protagonisti di questo processo. Si tratta di un forte investimento che la parrocchia si trova ad affrontare, ma, come gli economisti ci insegnano, senza investimenti solidi, non si può uscire dalla crisi. Senza mettersi in gioco, aspettando semplicemente che la tempesta passi, non si va da nessuna parte, non si risolvono i problemi. E' necessario investire le nostre energie per affrontare questa grave crisi religiosa, certi che con l'impegno di ciascuno di noi, e con l'aiuto del Signore, ciò che avremo seminato porterà molti frutti
Rosalia

CALENDARIO 2012 INCONTRI GRUPPI DELL' INIZIAZIONE CRISTIANA

Gruppo primo anno
Sabato 14 gennaio ore 14.30-16.00 incontro bambini
Sabato 28 gennaio ore 16.00 incontro genitori e bambini
Sabato 11 febbraio ore 14.30-16.00 incontro bambini
Sabato 25 febbraio ore 16.00 incontro genitori e bambini
Sabato 10 marzo ore 14.30-16.00 incontro bambini

Sabato 24 marzo ritiro genitori e bambini ore 16.30 S. Messa alle ore 18.15
Domenica 1 aprile S. Messa delle Palme ore 10.30 per tutti


Gruppo secondo anno
Sabato 14 gennaio ore 14.30-16.00 incontro bambini
Sabato 28 gennaio ore 14.30-16.00 incontro genitori e bambini
Sabato 11 febbraio ore 14.30-16.00 incontro bambini
Sabato 25 febbraio ore 14.30-16.00 incontro genitori e bambini
Sabato 10 marzo ore 14.30-16.00 incontro bambini

Sabato 24 marzo ritiro genitori e bambini ore 16.30 S. Messa alle ore 18.15
Domenica 1 aprile S. Messa delle Palme ore 10.30 per tutti


Gruppo terzo anno
Da sabato 14 gennaio ogni sabato mattina dalle ore 10.00 alle ore
11.00 incontro dei bambini tranne
Sabato 21 gennaio dalle ore 16.00 incontro bambini e genitori
Sabato 18 febbraio dalle ore 16.00 incontro bambini e genitori

Sabato 24 marzo ritiro genitori e bambini ore 16.30 S. Messa alle ore 18.15
Domenica 1 aprile S. Messa delle Palme ore 10.30 per tutti


Gruppo quarto anno
Da domenica 15 gennaio ogni domenica dopo la S. Messa incontro
bambini inoltre
Domenica 22 gennaio incontro genitori
Domenica 19 febbraio incontro genitori

Sabato 24 marzo ritiro genitori e bambini ore 16.30 S. Messa alle ore 18.15
Domenica 1 aprile S. Messa delle Palme ore 10.30 per tutti


Gruppo quinto anno
Da domenica 15 gennaio ogni domenica dopo la S. Messa incontro
bambini tranne
sabato 14 gennaio ore 16.00-18.00 incontro genitori e bambini
sabato 11 febbraio ore 16.00-18.00 incontro genitori e bambini

Domenica 25 marzo ore 15 celebrazione della Prima Confessione
Domenica 1 aprile S. Messa delle Palme ore 10.30 per tutti

N. B per tutti i gruppi: in aprile è in previsione una "due giorni per i genitori" dell'iniziazione cristiana.


















Messaggio CEI per la XXXIV Giornata nazionale per la vita
GIOVANI APERTI ALLA VITA


"La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono - a volte misterioso e delicato - e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri". Si apre con queste parole il messaggio del Consiglio episcopale permanente della CEI per la 34ª Giornata nazionale per la vita, che sarà celebrata il 5 febbraio 2012. Il titolo scelto dai vescovi è "Giovani aperti alla vita", e proprio sui giovani si sviluppa il messaggio, laddove afferma: "Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l'esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l'emarginazione di chi fa più fatica". I Vescovi affermano poi che "l'aborto e l'eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso".
Una parte del messaggio è quindi dedicata alle recenti situazioni di tensione e crisi sociale: "In questi anni - si legge nel messaggio - non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l'animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell'esistenza". "Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita - prosegue il testo - significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti disposti a condividerlo". Riguardo alla risposta al bisogno di esempi e di senso che sale dal mondo giovanile, i Presuli annotano: "Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell'esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso".
I Vescovi sono consapevoli che insegnare il valore della vita non è qualcosa di semplice o astratto, ma esige coerenza e valori solidi. Scrivono infatti che "molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l'affascinante avventura della vita". Si afferma che "è una chiamata che la Chiesa sente da sempre e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare. Per questo, la rilancia a tutti - adulti, istituzioni e corpi sociali -, perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, associazioni e movimenti - annotano i vescovi -. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. È un esempio dell'Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà".
In conclusione il messaggio ricorda che "chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano". "La vera giovinezza si misura nell'accoglienza al dono della vita, in qualunque modo essa si presenti con il sigillo misterioso di Dio".

A cura dell'Ufficio diocesano
per le comunicazioni sociali














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